Come funziona la Classe di Merito?
La Classe di Merito è un voto attribuito all’automobilista per la sua condotta alla guida del veicolo; condotta “negativa” se in presenza di sinistri, “positiva” se in assenza di sinistri. Un voto negativo corrisponde a una classe più alta, mentre quello positivo a una classe più bassa. La Classe di Merito rappresenta la variabile più importante nel funzionamento dell’Assicurazione R.C.Auto prestata con la formula Bonus-Malus e appare nell’Attestazione sullo stato del Rischio.
La Classe di Merito segue il Proprietario del veicolo e non il Contraente della polizza
La Classe di Merito è sempre legata al Proprietario del veicolo, facciamo un esempio :
- Caso 1
Polizza relativa al veicolo A che ha come Contraente e Proprietario il Sig. Rossi. In questo caso la classe di merito seguirà il Sig. Rossi e quest’ultimo potrà trasferirla su un altro veicolo, sempre se di sua proprietà.
- Caso 2
Polizza relativa al veicolo B che ha come Contraente il Sig. Rossi e come Proprietario la ditta Rossi SNC. In questo caso la classe di merito seguirà la Rossi SNC e quindi sarà utilizzabile per un veicolo di proprietà della stessa. Il Sig. Rossi non potrà utilizzare questa classe di merito per un veicolo di sua proprietà.
L’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), per stabilire un linguaggio comune in base al quale definire lo stato del Rischio del veicolo consentendo così un agevole passaggio da una Compagnia all’altra, ha istituito la Classe di Merito Universale (CU). In questo modo l’Attestazione sullo stato del Rischio diventa una pagella per l’automobilista con lo stesso significato per ogni Compagnia.
Vediamo quali sono le regole che consentono l’attribuzione di una determinata Classe di Merito Universale (CU), ovvero le cosiddette “regole evolutive” :
Quante sono le Classi di Merito?
Le classi di merito, nella conversione Universale, sono 18.
Consideriamo dapprima un veicolo che non è stato mai assicurato :
- In caso di prima immatricolazione, di voltura al P.R.A. e di cessione del contratto si applica la Classe di Merito Universale 14.
- Sempre nei casi elencati sopra, se non viene esibita la carta di circolazione, il certificato di proprietà o l’appendice di cessione del contratto si applica la Classe di Merito Universale 18.
Per un veicolo già assicurato in precedenza la Classe di Merito Universale corrisponderà a quella indicata nell’Attestazione dello stato del Rischio. In caso di mancata consegna alla Compagnia dell’Attestazione sullo stato del Rischio, il veicolo entrerà in Classe di Merito Universale 18.
Come funziona la Classe di Merito: quando aumenta e quando diminuisce
Sintetizziamo il comportamento di aumento e diminuzione della Classe Universale di Merito in una tabella :
|
Numero Anni Senza Sinistri |
Classe di Merito Universale (CU) |
|
13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 |
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 |
Come è facile notare, negli anni e in assenza di sinistri la Classe di Merito Universale scenderà di una unità ogni anno. In caso di sinistro salirà di due unità. (Leggi “La Formula Bonus-Malus”).
Stabilita la Classe di Merito Universale, la Compagnia, a seconda delle proprie “regole evolutive”, assegnerà una Classe di Merito Interna.
Grazie alla liberalizzazione tariffaria ogni Compagnia ha dato origine a proprie regole evolutive (regole che stabiliscono appunto l’evoluzione della classe di merito ovvero le modalità con le quali un veicolo ottiene il passaggio da una classe interna all’altra).
Questo significa che il veicolo avrà due classi di riferimento, una universale e l’altra interna alla Compagnia.
La Classe Interna, variando da Compagnia a Compagnia, non è confrontabile.
Facciamo un esempio :
Il veicolo è in una Classe di Merito Universale, come da Attestazione sullo stato del Rischio, pari a 5. La Compagnia X potrebbe avere come parametro di riferimento l’andamento dei sinistri negli ultimi due anni. Supponiamo che il veicolo riporti, nell’Attestazione, un sinistro risalente a tre anni prima. Essendo la Compagnia interessata soltanto ai due anni precedenti, questo sinistro sarà ininfluente e sarà assegnata la Classe Interna 7 alla quale corrisponderà un certo premio. Se nell’Attestazione appare un sinistro risalente all’anno precedente, questo sarà considerato un elemento penalizzante e sarà assegnata la Classe Interna 9 alla quale corrisponderà certamente un premio più alto. Come è facile notare quindi, nonostante la Classe di Merito Universale sia sempre la 5, il modo di valutare l’Attestazione sullo stato del Rischio deciderà l’assegnazione della Classe Interna di riferimento. Se la Compagnia Y, invece, in base alle proprie regole evolutive, diverse dalla Compagnia X, assegna al veicolo la Classe Interna 10, questo non si traduce necessariamente in un premio più alto rispetto a quello offerto dalla Compagnia X. I fattori che influiscono sul premio e le stesse regole evolutive sono talmente diversi da Compagnia a Compagnia che, come detto, è impossibile un confronto.
Giunti alla Classe di Merito Universale più bassa (la prima), la Compagnia negli anni successivi, e in assenza di sinistri potrebbe attribuire come Classe Interna, una sottoclasse della 1 (ad esempio la classe di merito 1B o la 1C) alla quale corrisponderà un’ulteriore diminuzione di premio o che, in caso di sinistro, potrebbe dare diritto alla mancata attribuzione del Malus. Questo effetto, ovviamente, sarà valido soltanto per la Classe Interna alla Compagnia e non per la Classe Universale che comunque salirà di due unità giungendo alla 3. E’ un po’ come dire : “In questi anni hai avuto una condotta talmente positiva come conducente che nonostante il sinistro, non subirai alcun aumento del premio se resti con la nostra Compagnia”. In effetti se il Contraente decidesse di cambiare Compagnia, la Classe di Merito valida sarebbe soltanto quella Universale, la 3, e in base a questa e alle regole evolutive della nuova Compagnia, si avrebbe una nuova Classe Interna.
Le Classi Interne di una Compagnia possono essere anche più di 30.
Tornando al nostro esempio, se la Classe di Merito Universale fosse la 18 e l’Attestazione sullo stato del Rischio riportasse 2 sinistri relativi agli ultimi due anni, la Classe Interna assegnata potrebbe essere anche la 33, dipende dalla Compagnia e dalle sue regole evolutive.
In quali casi manteniamo la Classe di Merito Universale (CU)?
Il proprietario di un nuovo veicolo, mantiene la Classe di Merito Universale quando un veicolo precedente, anch’esso di sua proprietà, è stato soggetto a :
- Vendita;
- Demolizione;
- Furto;
- Cessazione della circolazione;
- Esportazione all’estero;
- Consegna in conto vendita.
In questi casi la Compagnia è obbligata ad assegnare al nuovo veicolo la stessa Classe di Merito Universale relativa al veicolo precedente. In base a questa e all’Attestazione sullo stato del Rischio, come visto, attribuirà una Classe Interna a seconda delle proprie regole evolutive.
Inoltre…
“L’Impresa di Assicurazione, in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, relativo a un ulteriore veicolo della medesima tipologia, acquistato dalla persona fisica già titolare di polizza assicurativa o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare, non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall’ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato”.
Facciamo un esempio :
- Sono titolare di un’Assicurazione R.C.Auto e godo della Classe di Merito Universale 4. Mio figlio, ancora nel nucleo familiare e stabilmente convivente, acquista un’autovettura nuova e non è mai stato assicurato. La Classe di Merito di cui potrà godere è proprio la 4. La Compagnia non potrà attribuirgli una Classe di Merito Universale maggiore. Se la Classe di Merito Universale dell’esempio si riferisce ad un’autovettura e mio figlio acquista un ciclomotore o un motociclo non potrà goderne, in quanto la normativa si riferisce a veicoli della medesima tipologia. La normativa non è altresì applicabile nel caso di persona giuridica.
Questa normativa (Legge Bersani) ha creato non pochi problemi alle Compagnie di Assicurazione che hanno dovuto assumere rischi molto alti (legati più che altro all’inesperienza dei giovani contraenti) ad un premio molto più basso, mettendo a rischio pesantemente il Rapporto Sinistri a Premi del Ramo R.C.Auto che per alcune di esse oggi risulta disastroso. La nuova procedura di Risarcimento Diretto “C.A.R.D.” (descritta dettagliatamente nell’apposita sezione Sinistri Auto) ha peggiorato ulteriormente la situazione, tanto che oggi questo sistema è messo seriamente in discussione e si sta studiando il modo di modificarlo senza arrecare ulteriori danni alle Compagnie, danni che inevitabilmente ricadrebbero sugli assicurati.


